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Riguardo Lucia Bellizia

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L’astrologia a Bisanzio: l’incoronazione di tre imperatori

17 febbraio 2017

Diamo pubblicazione del saggio che fu presentato da Lucia Bellizia nell’ottobre dello scorso anno, in occasione del IX Convegno dell’Associazione Culturale Apotélesma (http://www.apotelesmahttp://www.apotelesma.it/2016/10/20/si-svolto-ix-convegno-della-nostra-associazione/). Nel suo intervento, dal titolo L’astrologia a Bisanzio: l’incoronazione di tre imperatori, l’autrice riprese un tema al quale si è interessata negli ultimi anni e cioè l’astrologia nel mondo bizantino, presentando gli oroscopi di incoronazione di tre imperatori: Alessio I Comneno (1081), Manuele I Comneno (1143) e Manuele II Paleologo (1373), tratte le prime due dal Vaticanus gr. 1056 e la terza dal Laurentianus gr. plut. 28, 16. Carte di evento o electiones? Una risposta è stata possibile soltanto affiancando all’esame dei tre temi dal punto di vista astrologico quello delle vicende personali e storiche, che permisero ai tre imperatori di sedere sul trono.

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Tre imperatori

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Sperando di aver fatto cosa gradita ai nostri lettori li invitiamo inoltre, sin da ora, al prossimo Convegno della nostra Associazione, alla cui organizzazione stiamo già lavorando e che si terrà, come di consueto, qui a Genova nell’ottobre di quest’anno: evento al quale contiamo di dare particolare enfasi, in quanto reca il numero X!

L’astrologia a Bisanzio

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L’alluvione del novembre 1966

16 febbraio 2017

Presentiamo al link http://www.apotelesma.it/wp-content/uploads/2017/02/Alluvione-1966.pdf un articolo a firma di Cristina Cester e di Giancarlo Ufficiale, che ha per oggetto le alluvioni che colpirono Venezia e Firenze il 4 novembre 1966. Furono eventi straordinari e drammatici, che causarono danni ingenti ai cittadini ed anche all’architettura delle due città e a numerose opere d’arte in esse conservate.

Si tratta di uno studio, che abbiamo davvero il piacere di ospitare per la sua accuratezza: trattandosi di evento meteorologico, è stato condotto secondo i dettami dell’arte fissati da Claudio Tolemeo nel II Libro della Tetrábiblos.
Sono state perciò esaminate:
* L’eclissi di sole del 20 maggio 1966, visibile in Italia;
* la sizigia novilunica che precedette l’inizio dell’autunno di quell’anno;
* la sizigia panselenica immediatamente precedente all’alluvione.

In tutte le figure notevole ai fini del giudizio è il concorso delle stelle fisse: a questo proposito, avendo notato la significativa presenza anche delle Pleiadi, di Sirio e di Betelgeuse, che – come noto – sono causa di eventi sismici, i due autori hanno voluto per completezza indagare se quell’anno ve ne fossero stati, aggiungendo così anche l’esame del terremoto, che avvenne in Turchia il 13 agosto 1966.

Un lavoro decisamente complesso, nel quale è possibile al lettore vedere correttamente applicati i princìpi dell’astrologia cattolica, princìpi a nostro parere sempre validi e degni di fiducia.
Buona lettura dunque!

[L’articolo è presente anche sui siti www.almugea.it e www.centrogliastri.it]

La polemica anti-astrologica di Favorino di Arelate nel racconto di Aulo Gellio

21 gennaio 2017

Abbiamo trovato nel cassetto delle traduzioni quella che Lucia Bellizia ebbe modo di realizzare quasi due anni fa, quando ebbe ad occuparsi ancora una volta di nascite gemellari. I gemelli, si sa, sono uno dei cavalli di battaglia della polemica anti-astrologica, che si avvale invero di parecchi altri topoi, che sono stati riproposti, sempre eguali ed esasperanti nella loro monotonia, secolo dopo secolo, prima dagli autori pagani, poi da quelli cristiani, poi dall’astronomo/astrofilo (e non solo!) poco avvertito di turno. Vi proponiamo quindi un passo (http://www.apotelesma.it/wp-content/uploads/2017/01/Aulus-Gellius-Noctes-Atticae-XIV-1.pdf) tratto dalle Noctes Atticae di Aulo Gellio, che riferisce a sua volta quanto ebbe ad udire a Roma, in occasione di una conferenza di Favorino di Arelate, filosofo e retore del I-II secolo: questi attacca con le consuete trite argomentazioni coloro che son chiamati Caldei e promettono di prevedere il destino degli uomini dalla congiunzione e dai moti dei corpi celesti e delle stelle.

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Gellio - Noctes Atticae

Aulo Gellio così come raffigurato
nel frontespizio dell’edizione delle Noctes Atticae,
pubblicata nel 1706 dai filologi Johann Friedrich e Jacob Gronov

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Poco ci preoccupano le sue parole, alle quali si può rispondere efficacemente con quanto Claudio Tolemeo dichiara nel secondo capitolo del I libro della Tetrábiblos, ove dimostra come la previsione sia possibile e fino a qual punto, argomentando che anche chi si rivolge all’arte astrologica con accurata indagine e nel modo più puro, può sovente incorrere in errore per la natura stessa dell’argomento e per la sua debolezza di fronte alla grandezza della dottrina. In generale, ogni scienza che tratta della qualità è congetturale e non certa, soprattutto se contempera in sé molti elementi dissimili; ed ove precisa che l’interprete deve tener conto, quando esamina la genitura di un individuo, di variabili quali la regione in cui è egli nato, le consuetudini, la stirpe e consimili concause, che producono necessariamente esiti diversi.

Un poco di più ci preoccupano invece i cattivi interpreti, che, absit iniuria verbis, sono purtroppo presenti in questa disciplina come in altre.
Buona lettura!

Aulo Gellio – Noctes Atticae XIV, 1

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Stade – pronostici particolari

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Come si leggono i rimedi omeopatici in un tema astrologico (traduzione di Lucia Bellizia del testo di Franck Nguyen)

7 novembre 2016

Pubblichiamo nella sezione Articoli del nostro sito (http://www.apotelesma.it/wp-content/uploads/2016/11/Come-si-leggono-i-rimedi-omeopatici-nel-tema-astrologico.pdf)  la traduzione, a cura di Lucia Bellizia, della relazione che il medico omeopata francese Franck Nguyen presentò a Genova il 15 ottobre 2016, in occasione del IX Convegno della nostra Associazione. Si tratta di un lavoro di pregio, che mostra come l’Astrologia possa interagire con altre discipline, in questo caso la cura del corpo e dell’anima mediante l’omeopatia. Ecco una foto dei bei momenti trascorsi insieme in quell’occasione:

Franck Nguyen

Franck Nguyen presenta la propria relazione

Come sempre …. buona lettura!

Come si leggono i rimedi omeopatici in un tema astrologico

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À la recherche de notre “vocation” professionnelle

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Almanacco per Astrologi 2017

17/9/2016

E’ con vero piacere che vi proponiamo anche quest’anno l’Almanacco astronomico per Astrologi, a cura di Giancarlo Ufficiale. Redatto da un vero conoscitore dell’argomento, si rivela per il lettore strumento utilissimo per fondare i propri giudizi sui moti reali del cielo. Se è vero – come è vero – che non vi può essere astrologia senza astronomia, ecco che non si può prescindere dalla consultazione di quest’opera.

Anche quest’anno l’Almanacco reca all’inizio (in alto a destra) una piccola foto di Kicca, la micia di Giancarlo: la bestiola adesso si trova, come il nostro Bonci, al Ponte dell’Arcobaleno. E’ lì che giocano insieme ed attendono coloro che furono per essi compagni di vita e di studi e che non smettono un attimo di ricordarli.

Ma lasciamo che a presentare il proprio lavoro sia Giancarlo, riportando integralmente le parole della prefazione:

Sosteniamo da tempo che i fenomeni celesti costituiscono il presupposto essenziale per una corretta investigazione astrologica. I moti di Luminari, pianeti e stelle tanto nella Sfera Celeste che nella Sfera Locale devono essere ben conosciuti dall’interprete per un giudizio che sia il più puntuale possibile, perlomeno nei limiti imposti dalla dottrina e dalla capacità del singolo, professionista, ricercatore o appassionato che sia. Ciò che qui segue delinea il nostro personale contributo, affinché attraverso schemi e tabelle gli eventi celesti salienti relativi al 2017 siano facilmente individuabili, in modo da trarne interpretazioni proficue tanto per l’astrologia genetliaca che per quella cattolica.

L’Almanacco 2017 è suddiviso in varie sezioni:

1 – eclissi di Sole e di Luna;

2 – calendario lunare;

3 – calendario solare;

4 – calendario dei pianeti;

5 – tabelle di aperture delle porte e di accerchiamenti (altrimenti noti come assedi od obsessio) della Luna;

6 – calendario riassuntivo dei fenomeni citati dal n. 1 al n. 5;

7 – apparizione di comete visibili ad occhio nudo;

8 – stelle, le loro fasi e il calendario delle fasi.

La scelta di porre al primo posto le eclissi non è casuale. Infatti queste costituiscono il fenomeno più eclatante delle variazioni luminose, che compongono il fondamento su cui si erige l’intero edificio dell’astrologia tradizionale (o classica che dir si voglia).  Seguono poi gli eventi dei Luminari, sulla cui importanza è superfluo soffermarci, essendo almeno questo un principio condiviso da ogni scuola di pensiero. Della Luna segnaliamo le quattro fasi principali, evidenziando in grassetto nero le sizigie che precedono l’entrata del Sole in un Segno Tropico ed in grassetto rosso le sizigie eclittiche. Ed inoltre i Nodi ed i Ventri, sempre utili all’interprete accorto e sapiente. Nella tabella degli apogei e perigei lunari sono evidenziati in grassetto quelli assoluti, ossia la distanza massima e minima del satellite dalla Terra: chi si occupa di Luna Nera dovrebbe trarne una qualche riflessione. Infine riproduciamo le tabella della Prima ed Ultima Visibilità della Luna alle latitudini di Milano, Roma e Palermo e le occultazioni planetarie della Luna.

Del Sole segnaliamo non solo l’ingresso nei Segni, ma anche le Congiunzioni e le Opposizioni ai pianeti, evidenziando – lì dove si forma – l’eventuale kazimi. In merito a quest’ultimo è doveroso precisare che non ci siamo attenuti alla versione strettamente fisica, ossia della differenza in Latitudine di 0°16’, ma a quella per così dire più liberale che le assegna 1°. In effetti i 16’ costituiscono – per i pianeti esterni – una vera e propria occultazione del pianeta alla vista, e per i pianeti interni o una mini–eclisse nel caso della Congiunzione inferiore o di un’occultazione nel caso della Congiunzione superiore. L’estensione di questa misura a 1° segnala comunque la presenza dell’astro nella corona solare o comunque in quella zona così illuminata dai raggi solari da impedirne comunque la visibilità. Perciò gli influssi non differiscono in un caso o nell’altro. Per i pianeti, oltre ai consueti fenomeni segnalati nelle Effemeridi, abbiamo concesso un certo risalto alle fasi eliache (o epicicliche): Congiunzione al Sole, tempi di invisibilità, levate e tramonti eliaci, stazionarietà mattutina e vespertina. Eventi che per primi devono essere investigati da un astrologo che abbia idea di quel che sta facendo. Sono riportati inoltre Nodi e Ventri, le magnitudini massime e minime, apogei e perigei, le tabelle relative alle Aperture delle Porte e le congiunzioni ed opposizioni planetarie complete delle Latitudini degli astri. Chiude il Calendario di tutti i fenomeni astronomici dettagliati in precedenza. Mi è parso uno sforzo utile a beneficio di coloro che hanno la bontà di consultarci.

Criteri analoghi abbiamo seguìto per i calendari dedicati alle fasi delle stelle, 128 in questa edizione, sebbene limitandoci a quelle principali: levata e tramonti eliaci, sorgere e tramonti cosmici, con tabelle dedicate a sei località italiane, scelte non solo in base all’estensione territoriale, ma anche alla latitudine geografica, in modo da coprire in modo soddisfacente l’intero territorio nazionale. Poi un Calendario riepilogativo delle predette fasi per le predette sei località, credo di utilissima consultazione. Tabelle, infine, anche per le loro posizioni equatoriali ed eclittiche.

Tutte le ore riportate nell’Almanacco sono in Tempo Universale.”

Attiriamo inoltre l’attenzione del lettore su una novità, rispetto alle precedenti edizioni: vengono indicate anche le obsessiones o accerchiamenti della Luna, i momenti cioè in cui il luminare si porta lungo l’Eclittica da un pianeta malefico ad un altro (da Saturno a Marte o viceversa), oppure da un pianeta benefico all’altro (da Giove a Venere o viceversa). L’autore vi invita anche (e noi con lui) a considerare con attenzione le fasi di Venere di fine marzo (pag. 11 e pag. 14), giacché il pianeta, a causa della sua grande latitudine compie la congiunzione inferiore rimanendo visibile. Come si può dunque vedere, il piatto è sempre più ricco! Buona lettura!