14 aprile 2026
Girolamo Cardano, poliedrica figura del Rinascimento italiano, medico, filosofo e matematico apprese l’ars astrologica dal padre Fazio, senza peraltro discostarsi nei suoi primi scritti dalle forme arabizzanti e sancite dalla tradizione. All’inizio del 1552 avvenne però la svolta, che lo avrebbe portato alla consapevolezza della necessità di una rifondazione dell’ars. Mentre attraversava infatti la Francia, diretto in Scozia, per curare John Hamilton, Arcivescovo di Edimburgo, fu avvicinato a Lione da un maestro di scuola, che gli mostrò il libro di Archimede sullo specchio ustorio, che Gogava aveva tradotto in latino. Cardano, esaminandolo, si accorse che conteneva anche la traduzione della Tetrábiblos di Tolemeo. Acquisito il libro, iniziò il commento di quest’ultima opera stando sulla barca, che da Lione lo portava a Parigi, si ché esso fu edito col titolo De astrorum iudiciis già nel 1554. Il suo intento era chiarire il senso autentico del dettato di Tolemeo, autore la cui grandezza era pari all’oscurità della scrittura. A corredo del commento il Cardano scrisse il Liber XII geniturarum, una raccolta di geniture, esempi volti ad illustrare la dottrina sugli effetti degli astri.
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E’ con viva soddisfazione che annunciamo la stampa, per i tipi di Agorà & Co., della traduzione e commento, a cura di Lucia Bellizia, di tale interessante trattato.
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Porgiamo qui ai nostri lettori e simpatizzanti prima, seconda, terza e quarta di copertina, in modo che possa essere apprezzato anche lo stile  grafico, che sempre contraddistingue la casa Editrice Agorà & Co.
Il testo consta di 282 pagine. Chi volesse acquistarlo (se desiderati, con dedica e autografo) può rivolgersi alla curatrice all’indirizzo e mail lucia.bellizia@tin.it.
Buona lettura!